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Emissioni CO2 derivanti dall’allevamento ridotte con un additivo

Emissioni CO2 derivanti dall’allevamento ridotte con un additivo

Le emissioni di CO2 generate dagli allevamenti di bestiame sono oggetto di discussione da molti anni. La comunità scientifica internazionale è d’accordo sul fatto che ogni anno vengono riversate nell’aria grandi quantità di anidride carbonica, a causa dello sfruttamento eccessivo degli allevamenti intensivi di bestiame.

Pare sia stata trovata una soluzione a questo problema. Una società olandese, la Dsm, ha ideato uno speciale additivo che agisce direttamente sui batteri responsabili della produzione di metano e garantisce la riduzione della produzione e del rilascio di gas fino al 60%. Dall’azienda fanno sapere di essere riusciti addirittura a diminuire la quantità di gas del 60%.

Ma cosa produce anidride carbonica negli allevamenti? Sembra strano e un po’ imbarazzante, ma sono le flautolenze delle mucche. I peti del bestiame producono le emissioni di gas serra, che in seguito si disperdono nell’atmosfera inquinando l’aria che respiriamo. I gas prodotti dal bestiame generano circa il 30% delle emissioni inquinanti del settore agricolo degli Stati Uniti.

La causa di ciò è dovuta all’azione di digestione del materiale vegetale fibroso ingerito dalle mucche: i microbi presenti nello stomaco dei bovini sintetizzano il cibo e producono il metano, il gas serra 25 volte più potente in confronto al biossido di carbonio. L’additivo verrebbe introdotto direttamente nel mangime delle mucche e andrebbe ad agire nell’intestino dei bovini, evitando le flauto lonze. Allo stato attuale siamo ancora nella fase di sperimentazione, ma i primi risultati sono confortanti. Se l’esito dei test dovesse dare buoni frutti e, soprattutto, non si rivela dannoso per la salute umana, in futuro verrà utilizzato per risolvere il problema dell’inquinamento relativo agli allevamenti di bestiame.

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