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Trasporti, politiche sociali e sanità: Crollano tre settori-chiave del nostro Welfare

Trasporti, politiche sociali e sanità: Crollano tre settori-chiave del nostro Welfare

Fra le innumerevoli manovre e maxiemendamenti sembra che siano passati quasi inosservati, agli occhi degli italiani, i pesanti tagli effettuati ai trasporti pubblici, alle politiche sociali e alla sanità. A quelli già decisi nel 2010 e 2011, infatti, vanno aggiunti quelli imposti dall’Unione europea. Nel 2012 i trasferimenti dallo Stato a Regioni, Province e Comuni scenderanno di 7 miliardi di euro.

Tragica la situazione concernente il trasporto pubblico. A lanciare l’allarme è stato l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti: “Dal primo gennaio del 2012 saremo costretti a chiudere il servizio regionale, visto che il miliardo e mezzo di tagli non sono stati nemmeno compensati con la legge di stabilità”. Si corre il rischio di lasciare a piedi centinaia di migliaia di lavoratori e studenti pendolari . “Chiederemo alle Regioni se hanno la copertura per i servizi, altrimenti non sappiamo come fare – afferma Moretti – io ho un contratto e con quello faccio un certo numero di servizi. Se i soldi non ci sono, non so cosa fare, così non ho neanche i soldi per pagare gli stipendi”.

Oltre ai treni, a rischiare il blocco sono anche i bus urbani, i pullman regionali e le metropolitane.

D’altro canto Regioni e Comuni non sembrano capaci di trovare una soluzione, in quanto l’aumento dei biglietti, che oggi coprono in media il 25 per cento delle entrate delle aziende di trasporto, non risolverebbe il problema. E attingere ai fondi regionali e comunali, tagliando altri servizi risulterebbe comunque una politica suicida.

Pessime le prospettive per i dipendenti delle aziende di trasporto: in caso di deficit molti perderanno il lavoro.

Stessa Sorte per le politiche sociali. Nel 2012 le risorse saranno dimezzate, non solo per la mancanza dei finanziamenti nazionali, ma per i pesanti tagli effettuati ai bilanci regionali e comunali, a breve, 50mila anziani non avranno più assistenza, 20mila nuovi nati non avranno la possibilità di entrare nei nidi d’infanzia, migliaia di nuclei familiari e di persone non potranno più beneficiare dell’aiuto dei servizi sociali.

Sanità: due miliardi e mezzo di tagli nel 2013 e 5 miliardi e 450 milioni nel 2014.

Non è bastato l’aumento dei ticket: 10 euro in più per le visite specialistiche ed altrettanti per gli esami diagnostici, ed i 25 euro per chi entra al pronto soccorso e viene classificato “codice bianco”.

Particolarmente pesante la situazione in uno dei settori vitali della sanità pubblica. Le assunzioni per medici, infermieri, tecnici e ausiliari si bloccano, non ci sono soldi per gli stipendi. Se le cose non cambiano, non si riusciranno a coprire tutti gli interventi.

La situazione comincia ad essere ingestibile, secondo le stime degli amministratori locali, per i tre settori chiave del nostro welfare ci sono poche speranze di salvezza.

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