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Virus ebola: allarme OMS, oltre 50 morti in pochi giorni, piani anti contagio

Virus ebola: allarme OMS, oltre 50 morti in pochi giorni, piani anti contagio

Il virus dell’ebola è il responsabile della morte di più di 50 persone in pochi giorni; dopo l’allarme proveniente dall’OMS si pensa già ai primi piani anti contagio. L’epidemia iniziò nel dicembre del 2013 ed interessò un territorio circoscritto dell’Africa Occidentale.

Le vittime del contagio, da allora ad oggi, sono più di 1300. Un’altissima percentuale di loro, oltre 700 persone, è già stato ucciso dal virus; qualcuno è riuscito fortunatamente a salvarsi. Sierra Leone, Guinea, Nigeria e Liberia sono gli stati africani in cui l’ebola sembra essersi diffusa con particolare intensità.

La situazione è ormai più che preoccupante. L’OMS ha così lanciato l’allarme; l’ebola per il momento sembrerebbe interessare soltanto una piccola porzione di mondo (ovviamente meritevole di attenzione al pari di tutte le altre), ma non è escluso che possa interessare anche gli altri continenti.

Ciò significherebbe, data la maggiore popolosità di molte aree, che il virus si diffonderebbe in maniera talmente violenta e veloce che ci sarebbe poco o nulla da fare per salvarsi dall’ebola. Per soccorrere gli abitanti di quei luoghi e prevenire ulteriori contagi è già partito un piano d’emergenza.

La Guinea sarà beneficiaria dello stanziamento di un fondo pari a circa 100 milioni di dollari. Questi soldi dovranno essere utilizzati per curare le vittime e dar modo ai cittadini di compiere la necessaria profilassi. Il virus dell’ebola si diffonde tra esseri umani per via sessuale, ematica e salivare.

L’uomo può contrarre la malattia in caso di consumo di carni infette. L’OMS ha fatto sapere che per ora non si segnalano casi sospetti in zone diverse da quelle già colpite, ma, per ragioni di sicurezza, verranno potenziati i controlli su chiunque si sposti da un paese all’altro del mondo.

Le paure dei paesi occidentali sono legati anche all’immigrazione clandestina; Francia ed Italia hanno già rassicurato i cittadini sostenendo di avere i mezzi per fronteggiare l’ingresso dell’ebola all’interno dei loro confini e ridurre il numero delle potenziali vittime della malattia.

Gli Usa potenzieranno i controlli sanitari a cui sono soggetti gli immigrati di qualsiasi nazionalità; è già stato previsto ed organizzato il protocollo per una eventuale quarantena dei casi sospetti. L’Inghilterra invece sostiene di non aver modo di difendersi da eventuali epidemie.

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