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EXPO 2015: dubbi sulla sicurezza

EXPO 2015: dubbi sulla sicurezza

L’evento è ormai alle porte, il 1° maggio avrà ufficialmente inizio l’EXPO 2015 a Milano. “Non bisogna fasciarsi il capo prima di romperselo”, recita un noto proverbio, e sembra proprio che la sua adozione sia diventata un’abitudine! Dopo la sparatoria, presso il Tribunale di Milano, avvenuta il 9 aprile scorso e costata la vita a tre persone, crescono timori, polemiche e dubbi sulle manovre di sicurezza che interesseranno l’evento internazionale, che porterà in città centinaia di migliaia di visitatori.

Così, dopo la strage, si corre ai ripari e si intensificano le misure di sicurezza per renderle adeguate alle proporzioni dell’evento. Vediamo chi si occuperà del sistema di sicurezza all’EXPO 2015: All System è la società di sicurezza, la stessa che nel 2010 aveva vinto l’appalto per la protezione del Palazzo di Giustizia di Milano! Però l’organizzazione dell’evento EXPO, dopo le polemiche, ha divulgato i propositi di rafforzare la sicurezza e i controlli. In che modo? Cinquecento telecamere puntate sul sito in cui avverrà l’evento, altre duemila circa interesseranno metropolitana e area C direttamente collegate al cervellone della task force diretto da Ottorino Panariello, direttore generale Division businnes planning & control, con il compito di supervisionare la sicurezza del sito.

Mura e reti di altezza 3,15 metri circondano il sito dell’esposizione, l’accesso per i visitatori sarà controllato da settecento guardie giurate, munite di 162 tornelli e 108 apparecchiature a raggi X in grado di rilevare esplosivi, per concludere, altra manovra speciale, saranno i droni che sorvoleranno i cieli della città di Milano. Tutto questo si aggiunge alla già prevista mobilitazione delle forze dell’ordine: 1300 poliziotti, settecento carabinieri e finanzieri, l’esercito, con più di seicento soldati, e i servizi segreti. Per quanto riguarda i costi? Si parla di 7,2 miliardi di euro. Spesi, si spera, a prova di bomba!!!

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