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Neonato in overdose, indagati i genitori tossicodipendenti

Neonato in overdose, indagati i genitori tossicodipendenti

PALERMO –Un bambino di soli un anno e mezzoè arrivato all’ospedale Di Cristina in condizioni gravissime e con problemi respiratori. Ricoperto di lividi, con grossi ematomi sul viso e con le manine e le braccia piene di  bruciature, nel sangue gli sono state trovate tracce di cocaina. Soccorso immediatamente dai medici del pronto soccorso, sbalorditi e indignati per le condizioni di quel bimbo di soli 18 mesi, il bimbo per ora è riuscito a scansare la morte.

Ma le condizioni sono ancora gravi, il bambino è in prognosi riservata ed è ricoverato nel repartodiRianimazione dell’ospedale. Si è aperta un’inchiesta da parte della Procura che vede come indagati i due genitori. Lei, 25 anni, disoccupata, lui impiegato al mercato.Entrambi sono tossicodipendenti del quartiere Albergheria. Messi sotto interrogatorio i due danno versioni differenti e comunque poco convincenti dei fatti: prima sostengono che il bambino è caduto da un seggiolone e che nessuno di loro fa uso di droga. Inoltre la madre asserisce addirittura che a provocaregli ematomi sul neonato sarebbe stato il fratellino più grande: “È stato lui a maltrattarlo. Le bruciature sulle manine? Se l’è provocate lui con l’accendino”.

I due vengono risentiti dal pubblico ministero, la donna continua a confermare la sua versione, mentre il compagno la cambia e descrive la compagna come una persona violenta e solita a picchiare i figli. Inoltre ammette che entrambi fanno uso di cocaina. Non è escluso che il bimbo venga tolto alla coppia (lo vogliamo ben sperare). Il padre e la madre hanno raccontato che il bimbo è stato allattato fino al quarto mese, quindi la cocaina il piccolo l’ha ingerita. Ma ancora non si riesce a ricostruire come. “Non vedevamo queste cose da anni. Siamo rimasti allibiti per questa violenza”, dicono i medici dell’ospedale Di Cristina che hanno anche eseguito una visita per escludere abusi sessuali.

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