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Scajola avrebbe favorito le cosche mafiose negli appalti

Scajola avrebbe favorito le cosche mafiose negli appalti

Scajola, secondo gli investigatori, avrebbe agevolato con la complicità di Amadeo Matacena, le cosche mafiose nell’aggiudicarsi gli appalti imprenditoriali., soprattutto quelli legati alla vicenda EXPO 2015. I pm di Reggio Calabria titolari dellindagine affermano che “Scajola e Matacena condividono interessi che vanno ben oltre l’aiuto, risultando inseriti in un circuito criminale (cit)”.

Il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio ed il pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo accusano l’ex ministro del Governo Berlusconi reati di mafia molto gravi. Oltre a Scajola, Matacena e la moglie Chiara Rizzo, i magistrati hanno emesso altri sei convalide di arresto.

Secondo le ricostruzioni, la potente cosca mafiosa Rosmini avrebbe visto in Matacena l’uomo ideale per agevolare i loro interessi. La stessa cosa avrebbe aiutato il Matacena a scappare all’estero ed a mettere in sicurezza parte dei suoi bene. Scajola era consapevole cosa significasse aiutare Matacena, poiché sembra molto difficile pensare che un ministro non conosca ceti legami tra alcuni personaggi politici e la mafia.

Entrambi avrebbero condiviso interessi e si sarebbero inseriti in un contesto criminale molto ampio. Scajola avrebbe inoltre aiutato la moglie di Matacena durante la sua latitanza. L’ex ministro conitnua a riempire le pagine dei giornali di questi ultimi giorni.

Sta venendo anche a galla la vicenda dell’omicidio del giuslavorista Marco Biaggi, al quale Scajola rifiutò l’assegnazione della scorta armata, nonostante ci fossero tutti i presupposti per proteggerlo. Il coperchio è stato sollevato e stanno uscendo fuori tutti i mali della nostra società, che ha fatto della corruzione il volano del’economia e delle tasche di pochi.

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