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Renzi considera il caso Mose alto tradimento

Renzi considera il caso Mose alto tradimento

Renzi è intervenuto con parole decise e molto dure sull’inchiesta relativa alle tangenti per il Mose a Venezia.

Il Premier ha dichiarato che un politico indagato per corruzione si dovrebbe accusare di alto tradimento verso il proprio Paese, che rappresenta grazie al voto dei cittadini. Il problema della corruzione che dilaga in Italia non sono tanto le regole, ma coloro che continuano ad ignorarle continuamente. Renzi auspica che venga fatta luce al più presto sull’intera faccenda.

Il Governo è intenzionato ad intervenire tra pochi giorni sulle questione inerenti gli appalti pubblici, l’anticorruzione e altri temi specifici, che meritano di essere risolti una volta per tutte. Di fronte alla vicenda Mose esistono principi costituzionali che Renzi vuole difendere a tutti i costi, primo fra tutti il lavoro che sta svolgendo la magistratura e la presunzione di non colpevolezza fino all’ultimo grado di giudizio.

Il Premier non vuole sentir parlare di assenza di regole, perché il nostro Paese ne ha tante, ma il problema è cultura degli uomini politici che si avventano sul denaro sporco, come falene intorno ad una luce. Renzi sta pensando di applicare una sorta di Daspo per i politici che si sono macchiati di reati di questo tipo.

Nel caso Mose sono coinvolti personaggi che sono usciti da Tangentopoli con sentenze passate in giudicato, ma che sono stati inseriti in ambiti sensibili di questa opera pubblica. Anche il Ministro Orlando ha voluto dire la sua ed ha espresso la volontà del Governo di rivedere il falso in bilancio. A giorni ci sarà un intervento per introdurre il reato di autoriciclaggio e riguardare la materia del falso in bilancio.

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