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Riforma della P.A., il Senato approva il ddl. Queste le novità

Riforma della P.A., il Senato approva il ddl. Queste le novità

Il Senato ha approvato il ddl di deleghe al governo sulla riforma della P.A. in via definitiva con 145 sì, 97 no e nessun astenuto, Queste le novità principali.

L’iter della riforma della P.A. (o della pubblica amministrazione) è stato agevolato anche dalle opposizioni che hanno garantito il numero legale a Palazzo Madama che era di 150 voti. Sarebbe bastato che i contrari non votassero per far saltare il banco almeno oggi e rinviare l’eventuale approvazione a data da destinarsi.

Continua invece la marcia forzata delle riforme imposte al Parlamento dal governo Renzi, col premier che esulta ancora via twitter e che continua ad ignorare le richieste di dialogo e di incontro voluto dalle associazioni di categoria.

Oggi ad esempio alcune sigle sindacali relative al Corpo Forestale dello Stato erano radunate al Pantheon in forma di presidio per dire no alla militarizzazione del loro corpo, una delle misure previste dal ddl Madia.

Passiamo però alle misure principali previste dalla riforma della P.A., a iniziare dalle deleghe riconosciute al governo su una serie di argomenti: innanzitutto la riorganizzazione della pubblica amministrazione su rapporto di lavoro, controlli e ruoli dirigenziali.

Ciò significa che ci sarà una stretta sui dirigenti: gli incarichi non saranno più a vita e c’è la possibilità di essere licenziati se l’ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente.

La presidenza del Consiglio avrà inoltre un ruolo maggiore nelle scelte di competenza dei singoli ministeri.

Previsto anche il riordino delle partecipate e dei servizi pubblici locali e lo spostamento di risorse dal Corpo Forestale dello Stato ai vigili del Fuoco, primo passo verso l’assorbimento della Forestale dal corpo dei Carabinieri.

Scongiurato per fortuna il rischio del ‘punteggio’ diverso, ai fini dei concorsi pubblici, a seconda degli atenei dove si è conseguita la laurea: l’emendamento è stato cancellato prima dell’approdo in Senato.

Per i cittadini le novità più importanti riguardano la possibilità di pagare bollette e multe anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50euro, i dettagli verranno stabiliti successivamente).

Viene abolito invece il voto minimo di laurea per accedere ai concorsi pubblici. Tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della P.A: lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, anche se restano dei limiti.

Cambiano anche i numeri per le emergenze: d’ora in avanti esisterà un numero unico, il 112, per chiedere aiuto in ogni circostanza, mentre saranno aboliti gli altri numeri (113, 115, 118).

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