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Udienza generale, Papa Bergoglio: nuovo appello, no aldilà se corrotti e sfruttatori

Udienza generale, Papa Bergoglio: nuovo appello, no aldilà se corrotti e sfruttatori

Durante l’udienza generale dello scorso mercoledì il Papa ha deciso di parlare ad una folla di più di 30 milioni di persone di un dono dello Spirito Santo, il Timore di Dio, e di ciò che nell’Aldilà potrebbero trovare gli uomini corrotti e gli sfruttatori.

Il Papa ha spiegato che il Timore di Dio non va inteso come un’irrazionale paura di un’Entità, ma come un dono che ci possa spingere ad agire secondo i dettami della giustizia e dell’amore fraterno, un modo per migliorarci e mantenerci sulla retta via.

Il Pontefice ha fatto notare ai suoi numerosi ascoltatori che, chi in questa vita accumula ricchezze e lussi ai danni del prossimo, fabbricando armi, riducendo in schiavitù deboli ed indifesi, lasciandosi corrompere, in fondo non è veramente felice.

Anche ammettendo per assurdo che lo fosse, dice il Papa, in ogni caso non potrebbe portare con sé nell’Aldilà che la sua anima, non le sue ricchezze. Ad attenderlo ci sarà invece Dio. Secondo il Pontefice la vita nell’Aldilà potrebbe essere per loro meno felice di quella vissuta in questo mondo.

Ciò non tanto per un castigo divino, quanto piuttosto perché ormai privi di un cuore che sappia assaporare l’amore di Dio. Nel corso dell’udienza generale poi il Papa ha anche lanciato un appello alla comunità internazionale perché finalmente si prenda cura di tutti i deboli, i maltrattati e gli schiavi ancora presenti al mondo.

Tra tutti Papa Bergoglio ha mostrato di voler puntare lo sguardo soprattutto su quei 10 milioni di bambini che sono costretti dalla povertà a lavorare in condizioni disumane, a subire maltrattamenti, violenze e abusi di ogni tipo pur di portare a casa un tozzo di pane. Com’è possibile che tutto ciò avvenga ancora nel mondo?

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