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Aliquote Tasi: scaduto il termine per le delibere, tutte le novità

Aliquote Tasi: scaduto il termine per le delibere, tutte le novità

Il 10 Settembre è scaduto il termine entro cui le Amministrazioni potevano presentare le delibere delle aliquote TASI 2014 su prima e seconda casa: è così completo l’elenco dei Comuni nei quali i cittadini potranno pagare la tassa in due rate, la prima delle quali scade il 16 ottobre (per gli abitanti dei Comuni ritardatari si è concretizzato il sospetto di doverla pagare in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014).

Al momento sono quindi 7283 le amministrazioni comunali che hanno comunicato la delibera. L’elenco ufficiale verrà pubblicato online sul sito del Dipartimento delle Finanze tra circa una settimana, e da quel momento i cittadini dovranno impegnarsi per il calcolo dell’importo dovuto, dato che la Tasi è in autoliquidazione, ovvero sarà il cittadino a computarlo autonomamente.

Per questo saranno molti gli italiani che ricorreranno alla consulenza dei centri di assistenza fiscale o dei tributaristi; coloro che invece vogliono fare da soli devono sapere che il parametro base è rappresentato dalla rendita catastale dell’immobile, che va rivalutata al 5% e poi moltiplicata per un coefficiente il cui valore varia in base al tipo di immobile (per le abitazioni è 160).

Sulla cifra ottenuta bisognerà applicare l’aliquota deliberata dall’amministrazione comunale e verificare le eventuali detrazioni. È quindi necessario conoscere le aliquote adottata da ciascun comune. Ricordiamo che le aliquote Tasi di partenza erano del 2,5 per mille per le prime case e del 10,6 per mille per le altre.

A queste aliquote i Comuni potevano decidere di applicare un incremento che poteva raggiungere il massimo dello 0,8 per mille. Una volta effettuato il calcolo il cittadino dovrà procedere al pagamento dell’importo ottenuto tramite il modello F24, che può essere compilato anche online.

Sono molti i Comuni che hanno deciso di applicare l’aliquota Tasi più alta e in molte città la Tasi 2014 verrà a costare alle famiglie più di quanto pagavano con la vecchia IMU, e l’effetto sarà maggiore per il ceto medio/basso: a Bologna ci sarà il rincaro più alto (52 euro in più), seguiti da quelli di Firenze, Milano e Venezia (con incrementi che si aggirano intorno ai 30 euro).

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