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Champions League: si sblocca Carlos Tevez e la Juve vince

Champions League: si sblocca Carlos Tevez e la Juve vince

Si sblocca Carlos Tevez e la Juventus riesce ad avere la meglio di un Malmoe orgoglioso che ha reso la partita forse più difficile di quella che molti tifosi juventini pensavano. Allegri schiera la stessa formazione che in campionato ha superato l’Udinese con due soli cambi: Chiellini prende il posto di Ogbonna come centrale sinistro della difesa a tre e Asamoah sostituisce lo squalificato Pereyra nel ruolo di interno.

Prudente lo schieramento degli svedesi, che si presentano in campo con una difesa a 5 e otto uomini perennemente dietro la linea del pallone. La tattica scelta da Hareide nel primo tempo ha successo, infatti la Juventus non riesce mai a rendersi realmente pericolosa (di Tevez l’unico tiro nello specchio della porta).

Nella ripresa la Juventus sembra più concreta: Pogba (non in splendida giornata) pesca Lichsteiner, ma invece che tirare, il terzino svizzero prova un passaggio che non può essere sfruttato da nessuno. Al quattordicesimo la Juve passa grazie a Tevez che dopo un elegante dialogo con Asamoah realizza di destro. Piano piano vengono fuori le maggiori qualità tecniche dei campioni d’Italia.

Un gol annullato a Llorente per fuorigioco e il raddoppio realizzato ancora da Carlos Tevez con una splendida punizione al novantesimo legittimano il risultato.

Nell’altra partita del Girone A s’è stata la sorpresa: i campioni di Spagna e vice campioni d’Europa sono stati sconfitti dai padroni di casa dell’Olympiacos per 3-2: dopo mezz’ora i colchoneros erano già sotto di due gol, realizzati dal terzino Masuaku e dall’ex Barcellona Afellay. Gli spagnoli cercano di reagire e si riportano sotto con Mandzukic di testa.

Nella ripresa l’Atletico va alla continua ricerca del pareggio (entra anche Cerci), ma al 28° i greci fanno il terzo gol con Mitroglu su servizio dell’ex palermitano Kasami. L’Atletico trova il gol che riaccende le speranza a quattro munti dal termine con Griezmann, ma ormai è tardi e il tecnico Michel può gioire per aver vinto il suo derby personale (ha giocato sedici stagioni con i blancos).

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