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Il fantasma dell’opera – Recensione

Il fantasma dell’opera – Recensione

Nel dicembre del 2004 usciva nelle sale cinematografiche il film Il fantasma dell’opera, con Gerard Butler ed Emmy Rossum, diretto da Joel Schumacher.

Alla French Opera House di Parigi, durante le rappresentazioni teatrali, si aggira un uomo che si nasconde dietro le quinte e si fa chiamare “il fantasma del’opera”. Cerca di sedurre una giovane artista teatrale, spaventando un soprano e facendola scappare via. Completa il triangolo sentimentale un certo Raoul, di cui si innamora la donna.

Il film è diretto da Joel Schumacher e prodotto dalla Warner Bros. E’ stato girato ai Pinewood Studios di Londra. Gli attori protagonisti sono Emmy Rossum e Gerard Butler. La prima l’abbiamo vista in diversi film di successo come Mystic river (2003) diretto da Clint Eastwood e Poseidon (2006). Il secondo lo abbiamo conosciuto nel film 300 (2007), nel ruolo del re Leonida e poi lo abbiamo rivisto in film come Rock n Rolla (2008), Attacco al potere (2013) e lo rivedremo in Geostorm, un film d’azione in uscita nel 2017.

Il tema trattato nel film è l’amore, un amore proibito fra due anime simili eppure differenti. Il fantasma dell’opera spaventa un soprano e la fa scappare via e la giovane artista di teatro (Christine) si divide in un triangolo amoroso anche con Raoul. Il finale è a sorpresa.

Il film è diretto molto bene da Joel Schumacher. I dialoghi sono intensi. Ottime le inquadrature interne. I costumi e il trucco accompagnano la genialità del regista alla perfezione. La pellicola, nel suo insieme, risulta gradevole, così come la storia narrata. Gli attori protagonisti recitano molto bene, interagendo in modo perfetto, senza sbavature di recitazione. La storia è ben narrata. Si tratta di un film romantico simile a quelli di altri tempi, in cui le speranze amorose del protagonista si scontrano con la triste realtà. Da non perdere per chi ama il romanticismo e il musical.

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